Articolo de l'Arena - 27 settembre 2011

da l'Arena di martedì 27 settembre 2011

 

GIORNATA EUROPEA.

Convegno e festa per i 10 anni in Gran Guardia

«Chi conosce le lingue ha una marcia in più»

Manuela Trevisani

 

 

Nel turismo, nel marketing, negli scambi economici e culturali: ogni lingua straniera che si conosce è una marcia in più. Stanno imparando a capirlo, gli studenti delle scuole veronesi, e in particolare quelli che ieri hanno partecipato alla decima Giornata europea delle Lingue, organizzata dall'Ufficio scolastico provinciale.

 



Una mattinata in Gran Guardia (coordinata dalla dirigente responsabile degli interventi educativi Laura Donà), in cui si è discusso dell'importanza di studiare le lingue straniere. L'inglese in primis, che oggi è obbligatorio in quasi tutte le scuole, di ogni ordine e grado. Ma anche il tedesco, scelto come seconda lingua da oltre il 55 per cento dei 25.158 studenti veronesi delle medie e dei 32.693 delle superiori. E poi il francese, che mantiene ancora il primato sullo spagnolo alle medie, ma ha dovuto cedergli il passo alle superiori.
«La conoscenza delle lingue straniere rappresenta per i nostri giovani un'importante risorsa culturale», ha commentato Erminia Perbellini, assessore alla Cultura, «ma anche uno strumento indispensabile per approcciarsi al mondo del lavoro, tanto più in una città turistica come la nostra». E proprio su questo aspetto si è soffermato anche Giovanni Pontara, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale: «È importante legare lo studio delle lingue straniere alla strategicità della posizione di Verona, in cui vi è un interscambio continuo tra culture diverse, anche in relazione alle prospettive professionali dei ragazzi».



Numerosi i progetti portati avanti dai vari istituti della provincia, che ieri hanno dato voluto dare prova alla platea di quanto imparato grazie alle loro esperienze formative. I ragazzi dell'Educandato Agli Angeli hanno fornito un assaggio del loro musical di Sister Act, gli alunni dell'istituto comprensivo 5 (Santa Lucia) hanno mostrato alcuni cartelloni da loro disegnati prendendo spunto da un testo in inglese, quelli dell'istituto comprensivo 15 (Borgo Venezia) hanno messo in scena alcune attività svolte durante l'anno, mentre gli studenti dell'istituto comprensivo di Oppeano hanno raccontato il loro «campus estivo» con full immersion di lingua inglese. L'istituto Einaudi ha approfondito, invece, il ruolo della donna nella Comunità europea. Ma il progetto più interessante è stato quello del liceo Lavinia Mondin (si veda l'articolo sotto, ndr): uno stage nella sede centrale dell'Onu, a New York.
L'importanza dello studio delle lingue, come spiegato ieri, è testimoniata anche dai numerosi attestati linguistici, rilasciati dai centri d'esame per le certificazioni euroee. Nell'anno 2010-2011, The Cambridge school ha raggiunto le 2.826 certificazioni. «Grazie a questi numeri ci siamo aggiudicati il titolo di Centro platino», ha precisato la responsabile Margherita Ierimonte, che coordina anche l'Instituto Cervantes. «Per lo spagnolo siamo passati dai 79 attestati del primo anno ai 237 del 2009-2010». L'Alliance Francaise, come spiegato dal presidente Ugo Mazzoli, è passata dalle 480 certificazioni del 2009-2010 alle 520 dello scorso anno. Impennata di attestati anche per l'Istituto di cultura italo-tedesca Goethe Zentrum: 500 due anni fa e 750 nel 2010-2011. «La Germania è il primo partner commerciale dell'Italia, quindi il tedesco è la prima lingua dell'economia», ha concluso la responsabile Ursula Swoboda, «e i tedeschi sono una grande risorsa turistica per Verona».

 


 

Diplomatici dell'Onu per un giorno

 

Diplomatici per un giorno nel Palazzo di vetro delle Nazioni Unite a New York. Un'esperienza che non dimenticheranno facilmente, gli studenti del liceo Lavinia Mondin, che lo scorso anno hanno partecipato all'iniziativa «Studenti Ambasciatori alle Nazioni Unite», promossa dall'Ufficio scolastico provinciale e dall'Italian Diplomatic Academy.
Il progetto, che verrà ripetuto anche quest'anno, prevedeva un corso di preparazione durante l'anno con lezioni frontali su contenuti di geopolitica, storia contemporanea e diritto internazionale, oltre che sulle regole di procedura necessarie per prendere parte alla simulazione di New York. Lo scorso marzo, poi, venti studenti sono partiti alla volta degli Stati Uniti e hanno simulato una seduta all'Onu.
«Io ho trattato il tema della ricostruzione di Haiti, in qualità membro dell'Unesco», racconta Helena De Mattia, 17 anni, che sta frequentando il liceo Europeo linguistico moderno. «È stata una bellissima esperienza, abbiamo avuto modo di conoscere ragazzi in arrivo da tutti i Paesi e di capire come funziona veramente il mondo diplomatico». Non è ancora maggiorenne, ma ha già le idee chiare, Helena. «Io da grande voglio lavorare nell'ambito delle Nazioni Unite, voglio fare la diplomatica», racconta decisa. «La prossima estate mi diplomerò: ho intenzione di trasferirmi in America, per frequentare l'università e poi continuare a lavorare là». M.TR.


 

Debuttano il russo e il cinese

 

Lo studio delle lingue sta al passo con i tempi. Se l'inglese si conferma la lingua principe, obbligatoria in tutte le scuole medie e superiori (esclusi i vecchi ordinamenti) e in parte delle elementari, sulle cattedre veronesi fanno capolino nuove lingue. Lo scorso luglio, infatti, si sono diplomati i primi studenti di russo e cinese.
Alle scuole medie, per tutti e 25.158 gli alunni veronesi la prima lingua è l'inglese, mentre la seconda è a scelta tra le tre più importanti a livello europeo: il 58,14 per cento delle classi ha optato per il tedesco, il 24,28 per cento per il francese e il 17,58 per cento per lo spagnolo. Una lingua, quest'ultima, che sta conquistando sempre più il cuore dei veronesi, come dimostrano i dati delle scuole superiori. Gli studenti dei licei e degli istituti tecnici sono complessivamente 32.693 e per la maggior parte di loro la prima lingua è l'inglese. Le uniche classi in cui non è previsto l'insegnamento di lingue straniere sono le terze e quarte del liceo artistico, vecchio ordinamento. Per quanto riguarda la seconda lingua, la parte del leone la fa il tedesco (55,19 per cento degli alunni che l'hanno scelta), mentre si può assistere al sorpasso dello spagnolo (29,92 per cento) sul francese (17,23 per cento). Ci sono poi alcune classi degli istituti tecnici - commerciali (Marco Polo e Einaudi) che hanno introdotto le lingue più richieste dal mercato, il russo (40 studenti, pari allo 0,30 per cento) e il cinese (47 ragazzi, 0,36 per cento). M.TR.

Giornata di studio - 7 maggio 2011 - Articolo de l'Arena

Si pubblica l'articolo apparso oggi sul quotidiano "l'Arena"

 

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Articolo sul Liceo Mondin su "l'Arena"

Si pubblica l'articolo comparso sul quotidiano "l'Arena" martedì 02 Novembre 2010

 


SCUOLA. Alla guida dell'istituto paritario

Al «Mondin» debutta il primo preside laico

Francesco Zampieri subentra a suor Biella: «Il messaggio educativo cattolico resta attuale»

 

Primo preside laico per il Lavinia Mondin. Francesco Zampieri, 38 anni, è da quest'anno alla guida dell'Istituto paritario con sede in viale Valverde. Subentra a suor Clara Biella, rimasta alla guida della scuola per un trentennio.

Per l'Istituto gestito dalle Sorelle della Misericordia è una doppia sfida: da una parte la novità della gestione amministrativa affidata ad un laico, dall'altra aver dato l'incarico ad uno dei più giovani presidi della provincia, anche se Zampieri non è nuovo al Mondin essendo stato per 10 anni insegnante al liceo scientifico biologico e al liceo europeo.

Oggi, la scuola è secondaria di primo grado e di secondo grado con il liceo europeo linguistico moderno, liceo europeo giuridico-economico, liceo scientifico delle scienze applicate, liceo delle scienze umane e l'Istituto «Romano Guardini» tecnico per il turismo, per un totale di circa 500 studenti.

«In una società progressivamente laicizzata che fa del relativismo culturale sempre più una realtà quotidiana, crediamo sia ancora attuale un messaggio educativo cristiano cattolico», spiega il nuovo preside. «Il nostro istituto è aperto a tutti. La scuola non statale non va pensata in concorrenza con la scuola statale e viceversa, ma è un'offerta che si basa su un diverso modello educativo anche se, entrambe, convergono in un unico obiettivo: la crescita delle nuove generazioni».

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